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FAMIGLIA E SUCCESSIONI

Coronavirus: al padre possono bastare le videochiamate?

Il diritto di visita dei figli di genitori separati e divorziati non ha subìto limitazioni a seguito della normativa emergenziale per fronteggiare il Coronavirus, in quanto certamente rientrante nelle “situazioni di necessità” che legittimano lo spostamento sul territorio. Lo stabilisce il Tribunale di Busto Arsizio, decreto 3 aprile 2020.

Il superiore interesse del minore nelle decisioni sul rimpatrio dei genitori

In tema di immigrazione, qualora, considerate le significative sopravvenienze fattuali maturate nel corso del procedimento (quali il reintegro nella responsabilità genitoriale e la nascita di un nuovo figlio in Italia), si registri il recupero del ruolo genitoriale, deve essere rivalutato, nell’apprezzamento del parametro dei “gravi motivi” di cui all’art. 31, co. 3, d. lgs. n. 286/1998, previa eventuale verifica rimessa ai Servizi sociali competenti, se: a) nella confermata stabilizzazione della situazione familiare, si sia ricostituita tra minore e genitori quella relazione significativa di affetti ed accudimento tale da sostenere la misura della permanenza dei genitori presso il figlio, pena il pregiudizio effettivo all’equilibrata crescita psico-fisica del minore; b) per converso, l’allontanamento del minore al seguito dei genitori (art. 19, co. 2, lett. A, d. lgs. 286/98), nella ritenuta ricostituzione delle relazioni di riferimento sub a), non sia altrimenti destinato a tradursi nello sradicamento del primo dal territorio nazionale. Lo stabilisce la Cassazione civile, sez. I, sentenza 17 marzo 2020, n. 7404.

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